SAIT ARCHIVE // NAVAL TECHNICAL FILE Torna alla rete SAIT
DECLASSIFIED

K-288 Lev

Progetto 971 “Akula” · Manuale tecnico operativo
Protocollo: SAIT/NV/971-288
Fascicolo: Manuale tecnico declassificato · Revisione archivio: 2012/12
Livello accesso: Civilian · Sezioni operative sensibili omesse
Documento tecnico ricostruito da fonti aperte, rapporti navali declassificati e allegati narrativi SAIT. Il K-288 “Lev” è una unità fittizia inserita nell'universo narrativo, basata sulle caratteristiche reali dei sottomarini nucleari d'attacco sovietici/russi del Progetto 971, nome NATO: Akula.

Identificazione unità

Designazione interna: K-288 “Lev”.

Classe: Progetto 971 “Щука-Б” / Shchuka-B, classificazione NATO “Akula”.

Tipo: sottomarino nucleare d'attacco a doppio scafo, progettato per caccia antisommergibile, attacco a unità di superficie, ricognizione e interdizione navale.

Nota archivio: la denominazione K-288 non compare negli elenchi pubblici delle unità Progetto 971. La presente scheda è stata mantenuta nell'archivio SAIT come riferimento operativo all'unità coinvolta nell'Operazione Dudinka.

Progetto Akula K-288 Lev
Figura 01 · Profilo tecnico

Scheda tecnica generale

Progetto971 “Shchuka-B”
NATOAkula-class SSN
TipoSottomarino nucleare d'attacco
Propulsione1 × reattore nucleare OK-650
Potenza reattorecirca 190 MW termici
Lunghezzacirca 110,3 m
Larghezzacirca 13,6 m
Pescaggiocirca 9,7 m
Dislocamentocirca 8.000 t emersione / 12.700 t immersione
Velocitàcirca 10 nodi in superficie / 28-33 nodi in immersione
Profondità operativacirca 480 m
Profondità massimaoltre 600 m stimati
Equipaggiocirca 70-75 uomini
Autonomialimitata principalmente dalle scorte alimentari

Architettura e sistemi principali

Il Progetto 971 nasce come piattaforma nucleare d'attacco ad alta silenziosità, concepita per ridurre la traccia acustica rispetto alle generazioni sovietiche precedenti. La configurazione a doppio scafo aumenta la riserva di galleggiamento e offre maggiore tolleranza ai danni, a costo di dimensioni superiori rispetto a molte unità occidentali equivalenti.

  • Scafo: doppio scafo, con compartimenti interni pressurizzati e struttura esterna idrodinamica.
  • Propulsione: reattore nucleare ad acqua pressurizzata OK-650 collegato a turbina e singolo asse propulsivo.
  • Riduzione acustica: sistemi di isolamento macchinari, rivestimenti anecoici e soluzioni di smorzamento vibrazionale.
  • Sensori: sonar di prua, apparati passivi, trainati e sistemi per rilevamento non acustico.
  • Comando e controllo: consolle integrate per navigazione, sensori, armamento e gestione reattore.

Armamento standard

Le unità Progetto 971 sono progettate per impiegare un'ampia gamma di armamenti lanciabili da tubi prodieri. Le configurazioni possono variare a seconda del lotto costruttivo e degli aggiornamenti.

  • Tubi lanciasiluri da 533 mm.
  • Tubi lanciasiluri da 650 mm.
  • Siluri pesanti antisommergibile e antinave.
  • Missili da crociera lanciabili da tubo, secondo configurazione.
  • Mine navali e carichi speciali.

Nota tecnica: nel fascicolo K-288 alcune sezioni relative alla configurazione armamento risultano ████████████████ per impossibilità di conferma da fonti indipendenti.

Impiego operativo previsto

Nel profilo originario, un Akula è una piattaforma di negazione d'area e caccia sottomarina. La sua funzione principale non è il bombardamento strategico, ma la presenza silenziosa in aree sensibili: seguire gruppi navali, proteggere bastioni SSBN, intercettare unità nemiche e operare in profondità senza essere rilevato.

In condizioni standard, il Progetto 971 non è concepito come vettore di guerra elettronica globale. Qualunque impiego in tale direzione richiederebbe modifiche strutturali, energetiche e di raffreddamento incompatibili con il layout originale senza interventi estensivi.

Anomalie K-288 “Lev”

Le informazioni raccolte dalla SAIT indicano che il K-288 “Lev” non corrisponde integralmente a una configurazione Akula standard. Le anomalie più rilevanti riguardavano la destinazione d'uso di alcuni compartimenti interni e la presenza di apparati non riconducibili alla Marina Russa.

  • Possibile rimozione o riconfigurazione di parte del compartimento siluri.
  • Installazione di una sala apparati non prevista dal progetto originale.
  • Cablaggi ad alta capacità e canalizzazioni di raffreddamento supplementari.
  • Tracce di sistemi di trasmissione a elevata potenza.
  • Componenti elettronici privi di marcature militari russe standard.

Analisi tecnica SAIT

Oggetto: valutazione preliminare unità K-288 “Lev” in relazione all'Operazione Dudinka.

Data analisi: 03 dicembre 2012.

Divisione: Intelligence Tecnologica / Sezione Minacce Sistemiche.

Osservazioni

Il Progetto 971 originale rappresenta una piattaforma avanzata ma convenzionale nel suo ruolo: caccia, interdizione, ricognizione e sopravvivenza in ambiente ostile. Le modifiche attribuite al K-288 “Lev” indicano invece una riconversione clandestina verso una funzione non navale.

La massa, l'autonomia e la riserva energetica di un sottomarino nucleare renderebbero teoricamente possibile ospitare apparati ad alta richiesta di potenza.

Valutazione

Il K-288 “Lev” non deve essere considerato un semplice sottomarino d'attacco, ma una piattaforma modificata per operazioni di guerra tecnologica strategica.

Livello minaccia: CRITICO
Compatibilità con scenario Akula standard: NEGATIVA
Compatibilità con piattaforma clandestina: ALTA

Commento dell'analista

Un Akula può nascondersi, muoversi e sopravvivere dove quasi nessun'altra piattaforma può farlo. Questo lo rende un ottimo predatore.

Il dato più inquietante non è la modifica in sé. È il fatto che sia stata realizzata senza lasciare tracce sufficienti nei canali ufficiali. Questo implica accesso industriale, competenze navali, copertura logistica e una rete di complicità ancora non completamente identificata.

— Analista SAIT
Divisione Intelligence Tecnologica
Documento declassificato per consultazione civile

REDACTED Fine del manuale tecnico declassificato.